Carta etica

Preambolo

I giudici del Tribunale amministrativo federale,

  • considerato che la Costituzione federale garantisce a ciascuno il diritto di essere giudicato in modo equo da un Tribunale indipendente e imparziale,
  • coscienti che in uno Stato di diritto è essenziale che i giudici esercitino la loro funzione con diligenza e si adoperino per salvaguardare e per consolidare la fiducia nel sistema giuridico,
  • coscienti della loro responsabilità e desiderosi di adempiere i compiti loro affidati con competenza e collegialmente, nel rispetto delle garanzie di indipendenza ed imparzialità connesse alla loro funzione,
  • in seguito ad ampia consultazione, hanno adottato, il 26 maggio 2011, la presente Carta etica. 
 

I. Indipendenza

1. I giudici garantiscono l'esercizio indipendente della funzione loro affidata. Si astengono da qualsiasi comportamento suscettibile di compromettere la loro indipendenza.

2. I giudici statuiscono facendo astrazione dalle pressioni esercitate dall’opinione pubblica, dalle parti in causa o da terzi. Evitano qualsiasi coinvolgimento suscettibile di condizionarne l'attività.

3. Nell’esercizio della loro attività giudiziaria i giudici sono indipendenti dai loro colleghi. Sottostanno alla sola legge e alla giurisprudenza.

4. Le attività esercitate dai giudici al di fuori del Tribunale non devono né ostacolare il corretto svolgimento della funzione giudiziaria, né nuocere alla reputazione del Tribunale, né provocare conflitti di interesse.
 

II. Imparzialità

5. I giudici tengono un comportamento rispettoso della dignità altrui, soprattutto di quella degli utenti della giustizia e dei loro rappresentanti. Evitano qualsiasi forma di discriminazione legata a cultura, orientamento politico, religione, sesso, razza, etnia o nazionalità.

6. I giudici apprezzano i fatti e applicano il diritto senza pregiudizi.

7. Di principio, i giudici non prendono posizione su cause pendenti. Si astengono in particolare da qualsiasi comportamento che possa compromettere lo svolgimento di un equo processo e suscitare un'apparenza di parzialità.
 

III. Diligenza

8. I giudici svolgono la loro funzione con accuratezza, diligenza ed efficienza.

9. I giudici assicurano il loro perfezionamento professionale.

10. I giudici non utilizzano la loro qualifica al fine di ottenere vantaggi o privilegi né nella loro vita privata né in quella sociale.

11. Allorquando, usando della loro libertà d'opinione, i giudici si esprimono nei media, si ispirano a criteri d'equilibrio e di misura, tenendo conto del loro statuto. Ricorrono ai canali informativi previsti dal Tribunale. Non divulgano informazioni di natura interna.

12. Dottrina e giurisprudenza sono discusse, analizzate e commentate con rispetto e riguardo.

13. I giudici rispettano le decisioni degli organi di direzione in materia di coordinamento.

IV. Collegialità

14. Nei rapporti con i loro colleghi, i giudici si comportano con rispetto, dignità e tatto.

15. I giudici partecipano attivamente alla vita del Tribunale e presenziano alle riunioni. Si assistono in caso di bisogno.

16. Nell'ambito del processo decisionale, i giudici scambiano le loro opinioni in modo chiaro e preciso; agiscono nel medesimo  modo con i cancellieri.
 

V. Cultura di direzione

17. I giudici trattano con rispetto l'insieme dei collaboratori del Tribunale e riconoscono l'importanza del loro lavoro.

18. I giudici promuovono il perfezionamento professionale di tutti i collaboratori del Tribunale. Tengono conto delle loro potenzialità nella gestione delle risorse.

19. I giudici esercitano le loro funzioni di direzione con trasparenza e si impegnano ad instaurare un clima di fiducia. Vegliano a prevenire comportamenti scorretti ed evitare conflittualità.

20. I giudici con responsabilità di direzione intrattengono delle buone relazioni con le altre istituzioni pubbliche e difendono con lealtà le decisioni della Corte plenaria. 

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