Permessi di dimora negati a giusto titolo

Il Tribunale amministrativo federale conferma il rifiuto del permesso di dimora a un ex alto dirigente venezuelano e alla sua famiglia. Secondo il tribunale, l’interessato potrebbe costituire una minaccia per l’ordine e la sicurezza pubblici della Svizzera e nuocere all’immagine e alle relazioni internazionali del Paese.

Foto: Keystone

Nel 2016, un cittadino venezuelano aveva presentato all’Ufficio della migrazione del Cantone di Ginevra (OCPM) una domanda di rilascio di un permesso di dimora per sé e per la moglie e il figlio. L’OCPM ha espresso un preavviso favorevole al rilascio di questi permessi, in particolare a motivo di importanti interessi fiscali del Cantone. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM), dopo aver esaminato l’incarto che le era stato trasmesso, ha deciso di non autorizzare il rilascio dei permessi. Nel maggio 2019, gli interessati hanno impugnato la decisione della SEM dinanzi al Tribunale amministrativo federale (TAF).

Sospetti di corruzione e riciclaggio di denaro
L’ex alto dirigente venezuelano, nei confronti del quale vale fino a nuovo avviso la presunzione d’innocenza, è attualmente oggetto di procedimenti giudiziari pendenti in vari Paesi per sospetti di corruzione e riciclaggio di denaro. I procedimenti in questione hanno fatto notizia sulle pagine dei giornali svizzeri e internazionali. Dal rapporto redatto dalla Polizia federale (fedpol), che peraltro ha espresso un preavviso negativo circa il rilascio dei permessi richiesti, risulta pure che il ricorrente era stato oggetto di diverse richieste di informazioni presentate da autorità di perseguimento penale estere nell’ambito di inchieste riguardanti il riciclaggio di denaro. Gli Stati Uniti hanno presentato persino una domanda di estradizione alle autorità del Paese di residenza attuale dell’interessato.

Potere di apprezzamento
Secondo il TAF, nella fattispecie la SEM non ha abusato del suo ampio potere di apprezzamento. Al contrario, ha tenuto conto degli interessi pubblici, della situazione personale dello straniero e del suo grado d’integrazione. Nonostante gli effettivi interessi fiscali del Cantone, la presenza del ricorrente potrebbe esporre a pericolo l’ordine e la sicurezza pubblici della Svizzera. La presenza sul suo territorio di persone accusate di corruzione e riciclaggio di denaro non è nell’interesse della Svizzera, poiché appannerebbe la sua immagine o rischierebbe di compromettere le sue relazioni internazionali. Per di più, la famiglia in questione non possiede rapporti stretti e legami personali particolari con la Svizzera.

Il TAF ritiene dunque che la SEM si sia basata su elementi concreti sufficienti per negare il rilascio dei permessi di dimora ai cittadini venezuelani interessati. Pertanto, respinge il ricorso. Questa sentenza è definitiva e pertanto non può essere impugnata dinanzi al Tribunale federale.

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