Swisscom deve rispettare gli standard in materia di fibra ottica

Il Tribunale amministrativo federale conferma le misure provvisionali ordinate dalla Commissione della concorrenza nei confronti di Swisscom. Nell’ambito dell’ampliamento della rete di fibre ottiche Swisscom è tenuta a rispettare gli standard attualmente in uso.

Foto: Keystone

Nel febbraio 2020 Swisscom ha reso nota la sua nuova strategia di costruzione delle reti. Si tratta di ampliare entro i prossimi cinque anni, la rete di fibra ottica dalle centrali di connessione locali fino alle singole economie domestiche ed imprese, aumentando così la quota di allacciamenti dall’attuale 32 per cento al 60 per cento circa. Swisscom, che realizza da sola l’ampliamento, avrebbe utilizzato una nuova tecnologia basata su un modello a fibra unica con struttura ad albero (cosiddetta architettura «point-to-multipoint» o «P2MP»).

Questa tecnologia diverge dallo standard attuale in materia di fibra ottica concordato con le imprese di telecomunicazione locali in occasione della tavola rotonda organizzata negli anni 2008 – 2012 su iniziativa della Commissione federale delle comunicazioni e dell’Ufficio federale delle comunicazioni. Tale standard prevede un modello a quattro fibre con struttura a stella (cosiddetta architettura «point-to-point» o «P2P») secondo il quale quattro fibre ottiche indipendenti sono posate dalle centrali di connessione locali fino all’allacciamento del cliente finale. In questo modo si garantisce una matrice concorrenziale aperta al cosiddetto accesso ai servizi sul livello «layer 1» che permette anche alle imprese concorrenti di accedere a una fibra ottica indipendente. Scopo di questo sistema è in definitiva quello di assicurare un accesso non discriminatorio e non monopolistico alla rete in fibra ottica.

Misure provvisionali
Dopo i primi accertamenti svolti a partire dal febbraio 2020 da operatori del settore e in seguito alla denuncia sporta contro Swisscom da un concorrente, nel dicembre 2020 le autorità competenti in materia di concorrenza hanno avviato una procedura d’inchiesta per accertare la legalità della nuova strategia di costruzione della rete. La Commissione della concorrenza (COMCO) ha ritenuto verosimile che Swisscom tramite l’ampliamento in conformità con la nuova strategia di costruzione delle reti abusi di una posizione dominante sul mercato ai sensi dell’articolo 7 della legge sui cartelli. Di conseguenza, la COMCO ha ordinato misure provvisorie, vietando a Swisscom di proseguire l’ampliamento senza garantire un accesso ai servizi sul livello «layer 1» fino a conclusione dell’inchiesta. Contro questa decisione Swisscom è insorta con ricorso nel gennaio 2021 dinanzi al Tribunale amministrativo federale (TAF), chiedendo l’annullamento integrale della misura provvisionale.

Conferma del tribunale
L’affare in questione ha sollevato, insieme a numerose questioni tecniche ed economiche complesse, anche questioni pregiudiziali sia legate alla legge sui cartelli sia di natura procedurale. Secondo il TAF, Swisscom non è tuttavia riuscita a rendere verosimile l'esistenza di motivi tecnici o economici sufficienti per derogare allo standard in uso in materia di fibra ottica. Inoltre, gli aspetti di politica regionale e di approvvigionamento invocati da Swisscom per rifornire le regioni periferiche con reti in fibra ottica a banda larga non sono idonei a giustificare una limitazione della concorrenza. Il tribunale ritiene invece che l’attuazione della nuova strategia di costruzione della rete da parte di Swisscom rappresenti al momento una pratica abusiva illecita di un’impresa che domina il mercato sotto forma di una limitazione dello sviluppo tecnico ai sensi dell’articolo 7 della legge sui cartelli.

Questa sentenza può essere impugnata dinanzi al Tribunale federale.

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