Asilo: ulteriore decisione del Tribunale sul rientro in Eritrea

Richiedenti l'asilo eritrei respinti, possono anche essere rimandati in Eritrea, anche se rientrando corrono il rischio di essere richiamati nel Servizio nazionale. L'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile e esigibile. Questo ritiene il Tribunale amministrativo federale in una sentenza del 10 luglio 2018.

Symbolbild Eritrea 3
Foto: Keystone

Il Tribunale amministrativo federale (TAF) chiarisce nella sentenza E-5022/20171 una questione che, nella sentenza D-2311/2016 del 17 agosto 2017, era ancora rimasta aperta. In quella sentenza il TAF aveva generalmente accolto l'ammissibilità e l’esigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento, pur non pronunciandosi sulle condizioni nel Servizio nazionale eritreo, poiché la ricorrente non doveva più temere alcun richiamo.

Difficili condizioni nel Servizio nazionale eritreo
Di regola tutte le donne eritree e gli uomini eritrei devono partecipare al Servizio nazionale. Nell'ambito del loro obbligo al servizio di leva, frequentano un addestramento per un periodo fino a sei mesi prima di venire assegnati o al Servizio nazionale militare o a quello civile. Sulla base di relazioni di dominio pubblico, si può presumere che la durata della leva per i militari non è prevedibile, e dura in media dai cinque ai dieci anni. Le condizioni di vita sono difficili, sia durante l'addestramento sia nel Servizio nazionale militare o civile. Diverse fonti denunciano che durante il periodo di addestramento e nel Servizio nazionale militare si verificano maltrattamenti e violenze sessuali.

Nessuna violazione della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU)
Il TAF, nella sua sentenza, giunge alla conclusione che costituisce un carico sproporzionato, se – come nel Servizio nazionale –deve essere svolto per lo Stato un lavoro malpagato per un periodo di tempo imprevedibile. Tuttavia, ciò da solo, non osta all'esecuzione dell'allontanamento. La CEDU, vieta l'esecuzione, esclusivamente in caso di grave rischio di violazione del divieto di lavoro forzato. Quest’ultimo viene però negato dal TAF. Le condizioni nel Servizio nazionale eritreo sarebbero certamente problematiche, ma non in modo così grave da rendere inammissibile l'esecuzione dell'allontanamento. I maltrattamenti e le violenze sessuali non si verificherebbero oltretutto in modo diffuso, al punto da poter ribaltare tale valutazione. Il TAF nega inoltre che, in caso di un rientro volontario in Eritrea, sussista in generale un serio rischio di carcerazione e legato ad esso una minaccia di un trattamento disumano.

L’esecuzione dell'allontanamento è anche esigibile
Con la stessa motivazione il TAF è pervenuto alla conclusione che l'esecuzione dell'allontanamento è anche esigibile. Nella fattispecie, il ricorrente 21enne risulta pertanto perdente in causa con la sua argomentazione che, il richiamo incombente nel Servizio nazionale eritreo pregiudichi l'esecuzione dell'allontanamento.

Questa sentenza è definitiva e pertanto non può essere impugnata dinanzi al Tribunale federale.

1La sentenza E-5022/2017 è stata coordinata dalla magistratura riunita delle sezioni IV e V. Concerne l'analisi delle condizioni nel Servizio nazionale eritreo e la sua valutazione giuridica che, al di là del singolo caso, ha validità per una moltitudine di processi.

Contatto

Contatto Servizio comunicazione

Rocco R. Maglio
Addetto stampa
Tel. + 41 58 465 29 86

Stampare contatto

https://www.bvger.ch/content/bvger/it/home/media/medienmitteilungen-archiv-2002---2016/2018/asylwesen--weiterer-gerichtsentscheid-zur-rueckkehr-nach-eritrea.html