Nuovi treni delle FFS: almeno uno dei piani d’ingresso deve avere una pendenza a norma

Le Ferrovie federali svizzere devono garantire che ogni nuovo treno per il traffico a lunga percorrenza disponga di almeno una rampa d’ingresso con una pendenza non superiore al 15 per cento. Questo è il verdetto del Tribunale amministrativo federale.

Symbolbild FV-Dosto 2
Foto: Keystone

La sentenza si basa su un ricorso interposto da Inclusion Handicap, associazione mantello delle organizzazioni svizzere per le persone con disabilità, contro l’autorizzazione di esercizio temporanea rilasciata per i nuovi treni bipiano FV-Dosto delle Ferrovie federali svizzere (FFS). Alla luce di un’approfondita analisi delle basi legali determinanti, il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha accolto parzialmente una delle undici conclusioni ancora pendenti e respinto le altre dieci. Su quattro dei 15 punti inizialmente contestati le parti hanno concluso un accordo extragiudiziale.

La censura parzialmente accolta riguarda la pendenza del piano d’ingresso. A giudizio del TAF, non è chiaro se tutti i piani d’ingresso dei treni bipiano rispettino la pendenza massima ammissibile del 15 per cento. Secondo le vigenti norme, tuttavia, per ogni treno basta un solo piano che rispetti tale limite, che viene calcolato supponendo un binario pianeggiante e diritto.

Istruzioni del Tribunale amministrativo federale
Di conseguenza, il TAF impone alle FFS di assicurare che ogni treno disponga almeno di un piano d’ingresso a norma, che permetta l’accesso alla zona riservata alle sedie a rotelle, la quale deve essere dotata di servizi igienici universali accessibili in sedia a rotelle e di un eventuale ristorante. Infine, la porta d’ingresso al vagone deve essere contrassegnata con il pittogramma della sedia a rotelle.

L’Ufficio federale dei trasporti (UFT) dovrà verificare se i piani d’ingresso dei treni FV-Dosto, e quali, presentano una pendenza conforme alla norma. Se dovesse constatare che non tutti i treni dispongono di un piano d’ingresso a norma, l’UFT dovrà procedere a un esame della proporzionalità per stabilire se occorre adeguare i piani esistenti o garantire un’assistenza da parte del personale delle FFS.

Questa sentenza può essere impugnata dinanzi al Tribunale federale.

Antefatti
Nel mese di novembre 2017, l’UFT aveva rilasciato, per i nuovi treni bipiano delle FFS, autorizzazioni di esercizio temporanee con scadenza a novembre 2018. Inclusion Handicap aveva impugnato le autorizzazioni dinanzi al TAF con un ricorso contenente 15 conclusioni. Nel proprio ricorso l’associazione sosteneva che i nuovi treni a lunga percorrenza presentavano troppi ostacoli per le persone con disabilità non accompagnate. In seguito al deposito del ricorso, con decisioni incidentali del 14 febbraio e 6 marzo 2018 il TAF aveva tolto l’effetto sospensivo, consentendo alle FFS di mettere provvisoriamente in esercizio i nuovi treni bipiano fino alla fine di novembre 2018.

Il 15 maggio 2018, la corte aveva effettuato un sopralluogo alla stazione di Romanshorn per ispezionare uno dei treni in questione, in modo da farsi un’idea sul posto delle censure sollevate. All’ispezione del tribunale avevano preso parte, oltre alle parti in causa, anche nove persone con disabilità. A inizio novembre 2018 le parti in causa avevano comunicato al TAF di essersi accordate su quattro dei punti contestati: la contrassegnazione delle differenze di livello su tutti gli ingressi dei vagoni, sull’anti-riflesso per i monitor delle vetture destinati ai viaggiatori, su una migliore contrassegnazione dei posti riservati alle persone con disabilità e sulla posa di un sistema di guida ininterrotto riconoscibile al tatto. Di conseguenza, la corte non ha più dovuto pronunciarsi su queste quattro conclusioni.

 

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