Criteri più restrittivi per i trasferimenti Dublino verso l’Italia

In altre cause recenti il Tribunale amministrativo federale aveva già sancito che le garanzie fornite dalle autorità italiane erano troppo generiche, in quanto secondo il nuovo diritto le famiglie trasferite dalla Svizzera verso l’Italia non hanno più accesso ai centri di seconda accoglienza. La sentenza E-962/2019 conferma e concretizza questa giurisprudenza: le autorità italiane devono fornire garanzie ancor più concrete riguardo alle condizioni di accoglienza nei centri governativi. I malati gravi che all’arrivo in Italia devono subito ricevere un’assistenza medica ininterrotta, le autorità svizzere competenti in materia di asilo devono ora ottenere garanzie individuali che assicurano l’assistenza medica e le condizioni di alloggio di cui necessitano.

 
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Foto: Keystone

Il 5 ottobre 2018 è entrato in vigore in Italia il decreto-legge 113 del 2018 in materia di immigrazione e sicurezza pubblica, meglio noto come «decreto Salvini», dal nome dell’ex Ministro dell’interno Matteo Salvini. La legge, promulgata il 1o dicembre 2018, ha vaste ripercussioni sulle condizioni di alloggio dei richiedenti l’asilo in Italia.

Ora i richiedenti trasferiti in Italia nell’ambito della procedura Dublino non hanno più diritto a essere ammessi in un centro di accoglienza della categoria SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) di seconda accoglienza. Oltre a programmi di integrazione, questi piccoli centri offrono anche misure di assistenza ai richiedenti particolarmente vulnerabili, tra cui in particolare le famiglie con bambini e le persone con gravi problemi di salute. Il «decreto Salvini» prevede al contrario che i richiedenti ritrasferiti secondo il sistema Dublino possono essere alloggiati soltanto nei grandi centri governativi di prima accoglienza, oppure in centri di emergenza provvisori.

Nessuna carenza sistemica in Italia
Nella sentenza E-962/2019 il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha stabilito che dopo l’entrata in vigore della modifica legislativa il sistema italiano d’asilo pone ai richiedenti nuove difficoltà / nuovi ostacoli che complicano l’accesso diretto alla procedura d’asilo e alle prestazioni di accoglienza. Inoltre, gli standard variano considerevolmente da regione a regione. In generale, le condizioni nei centri si sono deteriorate, in particolare per le persone vulnerabili e traumatizzate che necessitano un trattamento psicologico.

Nondimeno, secondo il TAF, l’accesso alla procedura d’asilo in Italia rimane sostanzialmente garantito e conforme alle esigenze del sistema Dublino, benché possa subire dei rallentamenti. L’assistenza di base durante la procedura d’asilo è garantita, quandanche le condizioni nelle varie sedi presentino grandi differenze. Il TAF ne deduce che il sistema italiano d’asilo non presenta carenze sistemiche, nonostante il «decreto Salvini», sicché i trasferimenti operati nell’ambito della procedura Dublino sono di principio ancora ammissibili.

Garanzie per il trasferimento di famiglie e malati gravi
Il TAF introduce tuttavia una serie di restrizioni per le famiglie e i richiedenti gravemente malati. Per queste categorie di persone, i trasferimenti Dublino verso l’Italia sono ammissibili soltanto se le autorità italiane forniscono preliminarmente alcune garanzie individuali relative a condizioni adeguate di assistenza e alloggio.

Questa sentenza è definitiva e pertanto non può essere impugnata dinanzi al Tribunale federale.

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