Nessuna partecipazione al canone per Radio Central

Il Tribunale amministrativo federale respinge il ricorso interposto da Radio Central contro il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e della comunicazione. La radio privata chiedeva una concessione con partecipazione al canone.

Symbolbild Radio Central
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Radio Central è titolare dal 2008 di una concessione OUC con «mandato di prestazione senza partecipazione al canone» per la regione sud della Svizzera centrale. A fine 2016 la radio privata aveva chiesto all’Ufficio federale della comunicazione (UFCOM) di convertire la concessione in un «mandato di prestazioni con partecipazione al canone». Il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e della comunicazione (DATEC), competente in materia, aveva respinto la domanda a motivo del fatto che il Consiglio federale aveva deciso in modo vincolante di non modificare per il momento le zone di copertura definite nell’allegato 1 dell’ordinanza sulla radiotelevisione (ORTV). Radio Central ha impugnato la decisione del DATEC dinanzi al Tribunale amministrativo federale (TAF).

Allegazioni di Radio Central
Nel suo ricorso dinanzi al TAF, Radio Central sostiene che dopo il 2008 il panorama radiofonico sia considerevolmente cambiato. Le basi della ripartizione delle zone di copertura sarebbero dunque divenute obsolete, causando una disparità di trattamento. L’adempimento del mandato di prestazioni senza i contributi del canone sarebbe ormai praticamente impossibile nella forma odierna. L’allegato 1 dell’ORTV violerebbe dunque il principio costituzionale del divieto dell’arbitrio e il principio dell’uguaglianza giuridica.

Nessuna violazione del divieto dell’arbitrio
Pur avendo stabilito che il potenziale economico di numerose emittenti radio è effettivamente mutato, nell’ambito dell’esame dell’arbitrio la Corte non ha però il potere di ridurre l’ampio margine di apprezzamento del Consiglio federale sostituendolo con la propria idea sulla definizione delle zone di copertura. L’adeguatezza di tale definizione rientra infatti nelle responsabilità del Consiglio federale.

Nessuna violazione del principio dell’uguaglianza giuridica
Radio Central invoca inoltre una violazione del principio dell’uguaglianza giuridica. A suo giudizio il Consiglio federale avrebbe creato una situazione iniqua. Oggi altre emittenti di regioni periferiche o di montagna, diffondendo i loro programmi su DAB+, avrebbero un bacino di diffusione di dimensioni comparabili, ma continuerebbero a beneficiare di una partecipazione al canone. La ricorrente sarebbe l’unica emittente di montagna a non beneficiare di alcuna partecipazione. Tale situazione non reggerebbe dinanzi al principio dell’uguaglianza giuridica.

Il TAF concorda tuttavia con la constatazione del DATEC, secondo cui gli evocati sviluppi degli ultimi anni non toccano soltanto Radio Central. Tutti gli altri operatori che offrono programmi radiofonici diffusi a onde ultracorte sono toccati nella stessa misura dalle nuove tecnologie di diffusione. Il versamento di una partecipazione al canone a Radio Central comporterebbe una disparità di trattamento nei confronti delle altre emittenti, che tra l’altro trasmettono anche in regioni di montagna e periferiche e non ricevono una partecipazione al canone.

Decisione di politica dei media
Secondo il TAF, la modifica delle zone di copertura in relazione alle concessioni con partecipazione al canone, e quindi l’impiego del canone di ricezione a favore delle emittenti locali e regionali, rientrano tra le decisioni di politica dei media. Non spetta al giudice valutare la correttezza politica delle decisioni del Consiglio federale. La decisione del DATEC è dunque corretta e pertanto il TAF respinge il ricorso di Radio Central.

Questa sentenza è definitiva e pertanto non può essere impugnata dinanzi al Tribunale federale.

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