Impianti nucleari: confermata la legalità del supplemento di sicurezza

Introdotto dal Consiglio federale nel 2015, il supplemento di sicurezza del 30 per cento sui contributi dovuti dai proprietari di impianti nucleari al Fondo di disattivazione e al Fondo di smaltimento rispetta il principio della legalità. Questa la conclusione del Tribunale amministrativo federale, che ha respinto il ricorso interposto contro il suddetto supplemento.

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La legge federale sull’energia nucleare (LENu) istituisce un Fondo di disattivazione e un Fondo di smaltimento (autorità inferiore), i quali garantiscono il finanziamento della disattivazione degli impianti nucleari fuori uso e dello smaltimento delle scorie radioattive. In Svizzera, i proprietari delle centrali nucleari e di altri impianti nucleari sono tenuti a versare contributi a entrambi i fondi. La LENu delega il disciplinamento dei dettagli al Consiglio federale. Quest’ultimo ha definito le basi di calcolo per la riscossione dei contributi nell’ordinanza sul Fondo di disattivazione e sul Fondo di smaltimento per gli impianti nucleari (OFDS), in vigore dal 2008.

Nuovo supplemento di sicurezza forfettario

All’inizio del 2015 è entrata in vigore una modifica dell’OFDS, in virtù della quale oltre ai costi calcolati secondo il diritto previgente deve essere versato un supplemento di sicurezza forfettario del 30 per cento. Il nuovo supplemento è inteso a ridurre il rischio che parte dei costi di disattivazione e smaltimento debba alla fin fine essere assunta dalla Confederazione. Il 5 agosto 2016 l’autorità inferiore ha dunque fissato i contributi annuali definitivi per il 2015 e il 2016. Le società Axpo Power AG, BKW Energie AG, la centrale nucleare di Leibstadt e la Zwilag Zwischenlager Würenlingen AG hanno impugnato le relative decisioni dinanzi al Tribunale amministrativo federale (TAF) con un ricorso congiunto. A detta dei ricorrenti, il supplemento di sicurezza sarebbe inammissibile.

Nessuna violazione del principio della legalità
Nella propria sentenza, il TAF ha stabilito che la LENu fornisce una base legale sufficiente per l’introduzione del supplemento di sicurezza. Quanto al Consiglio federale, ha anch’esso rispettato i limiti della delega di competenze legislative.

Nessuna violazione del principio della proporzionalità
Il supplemento di sicurezza è uno strumento adeguato, necessario e ragionevolmente esigibile dai proprietari di impianti nucleari soggetti ai contributi per ridurre il rischio di responsabilità che grava sulla Confederazione. Invece, non spetta al TAF esprimersi sulla pertinenza economica o politica del supplemento. Dato che anche le altre censure sono risultate infondate, il TAF ha respinto il ricorso.

Questa sentenza può essere impugnata dinanzi al Tribunale federale.

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