Naturalizzazione negata

Nel 2018, la Segreteria di Stato della migrazione ha rifiutato la naturalizzazione ordinaria al figlio di un ex ministro del Kazakistan. Il Tribunale amministrativo federale conferma la decisione negativa a causa dei procedimenti giudiziari ancora in corso nei suoi confronti.

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Foto: Keystone

Ilyas Khrapunov risiede in Svizzera dal 1998. Il padre è stato sindaco della città di Almaty e ha ricoperto diversi ruoli ministeriali in Kazakistan, il suocero è un noto oppositore del regime kazako. Il regime di Astana gli rimprovera di aver aiutato i suoi genitori a riciclare svariati milioni di franchi svizzeri sottratti illecitamente durante i mandati politici del padre. La Segreteria di Stato della Migrazione (SEM) aveva dapprima sospeso la domanda di naturalizzazione presentata da Khrapunov nel 2006, per poi respingerla nel 2018. La SEM ha ritenuto che il richiedente non rispettasse l’ordinamento giuridico svizzero, e che la concessione dell’autorizzazione di naturalizzazione avrebbe potuto compromettere le relazioni bilaterali tra la Svizzera e il Kazakistan. L’interessato ha impugnato questa decisione dinanzi al Tribunale amministrativo federale (TAF).

Procedimenti giudiziari in corso
Una delle condizioni della naturalizzazione consiste nel rispetto dell’ordinamento giuridico svizzero, nonché degli ordinamenti giuridici esteri in caso di reati punibili anche in Svizzera. Di conseguenza, se un richiedente è oggetto di procedimenti giudiziari pendenti in Svizzera o all’estero, e in particolare di procedimenti penali, l’autorizzazione federale alla naturalizzazione non può di principio essere accordata.

Nella fattispecie, la famiglia Khrapunov è oggetto in Svizzera di un procedimento penale per riciclaggio di denaro. Nei confronti della famiglia sono stati promossi numerosi procedimenti anche in altri Paesi, e in special modo negli Stati Uniti e in Inghilterra, volti a ottenere la restituzione di denaro sottratto illecitamente. In virtù di una sentenza pronunciata da una corte britannica, nei confronti del ricorrente è stata avviata di recente anche una procedura esecutiva. Il ricorrente contesta però l’esecutorietà di tale sentenza.

Malus politico non decisivo
Il ricorrente allega in sostanza che le autorità kazake avrebbero sporto denunce penali e avviato cause civili infondate un po’ ovunque, al solo scopo di nuocere a lui e alla sua famiglia, essendo egli stesso imparentato con persone che un tempo erano vicine al regime kazako, ma al quale si sono in seguito apertamente opposte.

Benché questo argomento non sembri di primo acchito totalmente sprovvisto di fondamento, il TAF constata che alcuni procedimenti hanno avuto un esito negativo per il ricorrente. Vi sono inoltre anche altri elementi in virtù dei quali tali procedimenti non possono essere semplicemente ignorati. Per esempio, il ricorrente ha ricevuto da sua madre un importo di svariati milioni di dollari in circostanze poco chiare. In un simile quadro, il fatto che la domanda di naturalizzazione risalga al 2006 non ha importanza. Considerati i dati figuranti sull’estratto del casellario giudiziale e le indagini in corso, la SEM disponeva di validi motivi per sospendere la procedura di naturalizzazione. Il TAF respinge pertanto il ricorso dell’interessato.

Questa sentenza è definitiva e non può essere impugnata dinanzi al Tribunale federale.

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