Comunicato stampa relativo alla sentenza A-8992/2025, A-7816/2025, A-7842/2025, A-8986/2025, A-7839/2025
Traffico merci ferroviario: le misure di sicurezza disposte devono essere riesaminate
Il Tribunale amministrativo federale revoca le misure che l’Ufficio federale dei trasporti ha disposto per i carri merci nel 2025 e gli rinvia la causa affinché verifichi la corretta procedura da seguire.
Il 10 agosto 2023 un treno merci è deragliato nella galleria di base del San Gottardo. Con decisioni dell’11 settembre 2025 e del 23 ottobre 2025, l’Ufficio federale dei trasporti (UFT) ha disposto delle misure volte a garantire la sicurezza dei carri merci, prescrivendo fra l’altro un maggior diametro minimo per determinate ruote nonché intervalli più brevi e criteri d’esecuzione per le ispezioni tecniche dei carri. Contro queste decisioni dell’UFT diversi detentori di veicoli ed imprese responsabili della manutenzione sono insorti, con rispettivi ricorsi, dinanzi al Tribunale amministrativo federale (TAF).
Infrazione al diritto ferroviario
Le misure disposte dall’UFT divergono dalle norme armonizzate dell’Unione europea (UE) sull’impiego transfrontaliero di carri merci dichiarate vincolanti nella legislazione svizzera sulle ferrovie. Sono dunque sostanzialmente in contrasto con le vigenti disposizioni sui carri merci del diritto ferroviario. L’Accordo sui trasporti terrestri tra la Svizzera e l’UE e la legge federale sulle ferrovie prevedono modalità che consentono di emanare, in determinati casi e secondo un iter definito, requisiti nazionali in materia di sicurezza. La disposizione di misure così come è avvenuta nel caso specifico non corrisponde tuttavia alla procedura prevista a tale effetto dal diritto convenzionale e dalla legislazione.
Il TAF accoglie pertanto i ricorsi delle imprese interessate e revoca le misure in questione, rinviando la causa all’UFT per nuovo esame. In tale ambito si dovranno prendere in considerazione anche le raccomandazioni dell’UE pubblicate il 7 agosto 2026.
Queste sentenze possono essere impugnate dinanzi al Tribunale federale.
Contatto
Rocco Maglio
Portavoce