Articolo della NZZ del 24 febbraio: presa di posizione del TAF

Un articolo della «Neue Zürcher Zeitung» del 24 febbraio presenta l’evoluzione dell’effettivo del personale, il numero di casi evasi e la giurisprudenza del Tribunale amministrativo federale in modo non aderente alla realtà dei fatti su alcuni punti essenziali.

04.03.2026

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Nell’articolo intitolato «Richter dehnen beim Bleiberecht die Regeln», la testata dipinge l’immagine di un Tribunale che, nonostante il costante potenziamento dell’organico, emette sempre meno sentenze, con tassi di casi evasi in calo e giudici che abusano del proprio margine di discrezionalità e procrastinano i procedimenti. Questa descrizione non è accurata sotto diversi aspetti.

Contrariamente a quanto suggerito dall’articolo, i cinque posti supplementari di giudice creati nel 2018 sono stati soppressi nel 2020. Tra il 2020 e il 2024 non vi è stato dunque un aumento a livello del corpo giudicante del Tribunale amministrativo federale (TAF). Solo dopo che nel 2024 il Parlamento ha approvato la creazione di nuovi posti è stato possibile eleggere ulteriori giudici. Non si può dunque parlare di un aumento continuo dell’organico.

Non è esatta neppure l’affermazione secondo cui il tasso di casi evasi sarebbe in progressivo calo. Le attuali statistiche del Tribunale mostrano piuttosto che il numero di procedimenti liquidati – in particolare nel settore dell’asilo – è aumentato in modo significativo. Questo risultato è anche una conseguenza dei cinque ulteriori posti di giudice approvati dal Parlamento nel 2024. Nel 2025 tutti i nuovi giudici sono stati destinati in modo mirato ai procedimenti in materia di asilo. Un ulteriore giudice è entrato in carica nel 2026, sempre nel settore dell’asilo. I dati più recenti dimostrano che le diverse misure organizzative adottate risultano efficaci e hanno portato a un netto incremento del numero di casi evasi. L’idea secondo cui l’efficacia sarebbe in continuo calo è dunque priva di fondamento oggettivo, tanto per quel che riguarda il settore dell’asilo quanto per ciò che concerne l’intero Tribunale.

Il TAF respinge infine l’insinuazione contenuta nell’articolo secondo cui i giudici abuserebbero del loro margine di discrezionalità o ritarderebbero deliberatamente i procedimenti per ottenere effetti materiali a favore dei ricorrenti. Le statistiche mostrano piuttosto che dal 2019 la quota di ricorsi accolti in materia di asilo è scesa dal 6 a circa il 2 percento: un tasso di accoglimento che è ad oggi de facto molto basso. Alla luce di questi dati non si può dunque parlare di una prassi giurisprudenziale prodiga o eccessiva.

Il TAF decide sulla base delle leggi vigenti e delle norme costituzionali. Indipendenza dei giudici significa che questi prendono le loro decisioni liberi da influenze politiche ed esclusivamente sulla base del diritto e degli atti processuali. La critica di decisioni giudiziarie è legittima in uno Stato di diritto, ma presuppone che abbia alla base una rappresentazione accurata delle realtà fattuali e statistiche.

Il Tribunale deplora che il citato articolo dia un’immagine distorta della sua attività. Non cesserà pertanto di fornire anche in futuro informazioni trasparenti sul suo carico di lavoro, sulle misure organizzative adottate e sulla sua giurisprudenza, in modo da continuare a poter contribuire a un dibattito pubblico oggettivo.

 

Contatto

Artur Zazo
Artur Zazo

Responsabile della comunicazione