Comunicato stampa relativo alla sentenza F-7440/2025

Presunto membro dell’ISIS potrebbe trovarsi in Iraq

Un presunto membro dell’ISIS proveniente dalla Svizzera, detenuto nel nord della Siria, potrebbe essere stato trasferito in Iraq. Il Dipartimento federale degli affari esteri deve verificare la mutata situazione di fatto prima di pronunciarsi nuovamente sulla sua domanda di rimpatrio in Svizzera.

02.04.2026

Condividere
La Direzione consolare deve riesaminare la richiesta del detenuto. (Immagine: Keystone)
La Direzione consolare deve riesaminare la richiesta del detenuto. (Immagine: Keystone)

Nel 2015 un cittadino svizzero si è recato in Siria dove si è presumibilmente unito allo Stato islamico (ISIS). A metà 2019 è stato arrestato dalle «Syrian Democratic Forces» (SDF) ed incarcerato. In seguito ha chiesto alla Direzione consolare (DC) del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) di essere rimpatriato in Svizzera nel quadro della protezione consolare. Nel settembre 2025 la DC ha respinto la sua domanda riservandosi di prestare ulteriore sostegno in loco. Contro questa decisione l’interessato è insorto con ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (TAF).

Situazione di fatto sostanzialmente mutata
A seguito del cambiamento di potere nel nord della Siria, dei detenuti nelle locali prigioni delle SDF sono stati trasferiti in Iraq nel febbraio 2026. Tra questi si trova presumibilmente anche il ricorrente, che lì rischia a rigore la pena di morte. A causa del sostanziale mutamento della situazione di fatto il TAF rinvia la causa all’istanza inferiore affinché proceda al suo riesame.

Questa sentenza può essere impugnata dinanzi al Tribunale federale.
 

Contatto

Rocco Maglio
Rocco Maglio

Addetto stampa